Inter-Samp 1-0 Impresa non riuscita. L'Inter vince uno a zero contro la Sampdoria ma saluta la Coppa Italia. L'Inter ci ha provato, a recuperare il pesante gap dell'andata (nel match del Ferraris, la gara era finita con uno schiacciante tre a zero per i doriani), ma era troppo difficile, anche se ci si è messa molta sfortuna a complicare i piani dell'undici di Mourinho. Ibra imprendibile, devastante nelle accelerazioni, assist deliziosi e conclusioni di rara bellezza. In novanta minuti il repertorio di un vero e proprio fenomeno. Lo svedese illude l'Inter con il gran destro, sul rilancio di Julio Cesar, poi è sfortunato quando tira fuori dal cilindro un pallonetto fantastico, palla sul palo per la disperazione dei tifosi e la felicità di Castellazzi e compagni. Palo colpito anche da Crespo nella ripresa; l'argentino impatta alla perfezione in corsa ma ancora il legno dice di no. La Samp comunque, pur difendendosi per larghi tratti del match, non ha rinunciato a delle ripartenze, col solito Cassano che "giochetta" meravigliosamente con la sfera e diventa pericolosissimo negli ultimi metri. Bravo Julio Cesar proprio sull'ex romanista in un paio di occasioni. Meno bene Pazzini, controllato, con le buone o con le cattive da Materazzi (espulso nel finale). Finisce uno a zero, ma il tre a zero dell'andata spedisce la Samp in finale. Sarà Lazio-Samp, all'Olimpico, il 13 maggio prossimo.
Juve-lazio 1-2A Torino i biancocelesti si impongono nel ritorno della semifinale grazie a Zarate e Kolarov. Alla squadra di Ranieri non basta il gol del subentrato Del Piero, che accorcia le distanze. Camoranesi espulso, il pubblico di casa contesta squadra, tecnico, dirigenti e Cannavaro
TORINO, 22 aprile 2009 - La Lazio è in finale di coppa Italia. Ci arriva con il botto, vincendo 2-1 a casa della Juventus. Gol di Zarate e Kolarov, Del Piero non basta. E così il 13 maggio in un altro Olimpico, quello di casa, quello di Roma, la Lazio si giocherà la coppa, con la vincente del doppio confronto Inter-Sampdoria, con i blucerchiati che all'andata si sono imposti 3-0 a Marassi e domani sera proveranno ad amministrare il cospicuo vantaggio. Una Lazio che ha sorpreso la Juve per l'approccio alla partita, risoluto, senza paure, e per la freschezza atletica. La stessa che le ha consentito di battere in rapida successione Roma, Genoa, e adesso Juve.
SQUADRE BLOCCATE - Il primo tempo è così così. La Lazio fa la sua partita, evitando di farsi schiacciare, gestendo il 2-1 dell'andata, ma senza forzare i ritmi. La Juve invece non riesce a cambiare passo: troppo compassata in mezzo, non riesce a riesce a rifornire il tandem d'attacco Trezeguet-Iaquinta. Giovinco è il più vivace dei suoi, ma partendo da sinistra non sempre riesce ad essere innescato. Ranieri schiera una squadra con tanti giovani interessanti: da Ariaudo a De Ceglie, da Marchisio a Giovinco, ma sembra mancare un giocatore di carisma cui far riferimento in fase di sviluppo della manovra. Camoranesi e Del Piero sono in panchina.
SPETTACOLO ZARATE - L'equilibrio è rotto da un gol spettacolare di Zarate, il 14° della sua stagione. L'attaccante, già giustiziere sabato pomeriggio del Genoa, trova un magnifico interno destro a girare sul secondo palo da fuori area. Buffon non ci arriva. 1-0 Lazio. Che va al riposo con un'ipoteca sulla finale.
RANIERI CAMBIA - Dopo l'intervallo fuori Marchionni e Giovinco, dentro Camoranesi e Nedved. Il ritmo si alza, e non era difficile.
RADDOPPIO KOLAROV - Al 7' della ripresa Kolarov chiude il discorso qualificazione. Con il suo sinistro al tritolo. Anche grazie alla deviazione di Grygera: Buffon non arriva sul violento tiro dalla sinistra. Il 2-0 significa che la Juve per arrivare in finale dovrebbe segnare 4 reti.
OCCASIONI JUVE - D'orgoglio. Subito dopo lo 0-2. Con Trezeguet (Muslera strepitoso) e Iaquinta, sempre di testa. Ma la rete non arriva. Ranieri cambia ancora. In spogliatoio Iaquinta - che se la prende per il cambio - dentro Del Piero.
ALE NON BASTA - Che lascia subito il segno. E accorcia le distanze. Stop di petto e sinistro vincente su cross di Camoranesi. La Juve insiste, generosa. Ma non va oltre il palo di testa di Nedved, ancora ispirato da Camoranesi. Che poi si fa cacciare, ennesimo espulso stagionale bianconero, per una reazione scomposta dopo un giallo mostratogli da Rizzoli. La Juve finisce in 10 e come peggio non si può, la Lazio si gode successo e qualificazione. È forse la squadra più in forma del campionato. E se domani l'Inter farà l'impresa contro la Samp la Lazio avrà già un posto assicurato in Europa. E in ogni caso si giocherà la finale di coppa Italia, "secca", in casa. Dopo aver sbattuto fuori Milan e Juventus.
La FINALE
LAZIO-SAMPDORIA